3 gennaio 2003
tre cari amici perdono la vita in un incidente in Niger. Dal supporto e dalla partecipazione dimostrati dalla popolazione locale è nata la voglia di ricambiare con solidarietà
7 febbraio 2003
viene indetta una missione alimentare che coinvolge amici e conoscenti
10 marzo 2003
viene realizzata la missione alimentare
ottobre 2005
Marina viene ricevuta dal sultano di Agadez e riesce a sensibilizzarlo sui progetti di sostegno. L’idea di un centro ricreativo comincia a prendere forma
novembre 2005
il sultano mette a disposizione una casa con cortile, da sistemare e trasformare. Con l’aiuto di Issaka e Ousmane inizia la ristrutturazione. Vengono ripulite e imbiancate due aule, vengono costruiti i bagni e le docce, viene ripulito il cortile e con un voto di preferenza il centro viene battezzato Planete Jeunesse
febbraio 2006
Planete Jeunesse accoglie 22 bambini segnalati dal sultano tra i più bisognosi, e a 13 donne inserite in un progetto di attività manuali
marzo 2006
nel cortile di Planete Jeunesse viene costruito un campo da pallone
maggio 2006
vengono raccolte donazioni sufficienti per acquistare 5 tonnellate di miglio, olio, zucchero e “tourto” (residuo della spremitura delle arachidi consigliato dall’Unicef nell’alimentazione infantile). Il materiale, sufficiente per 400 persone per 1 mese, viene immagazzinato a Tassalwet in attesa di destinazione
settembre 2006
in occasione di una serata di presentazione tutti i manufatti realizzati dalle donne vengono venduti a beneficio del sostentamento dell’asilo (viveri, insegnante, acquisto banchi, rifacimento veranda)
5 novembre 2006
Planete Jeunesse diventa Planete Jeunesse Onlus, associazione volta a portare aiuti umanitari ad Agadez, in Niger e in generale nel Sahara.
Contemporaneamente ad Agadez nasce la gemella Association Planete Jeunesse Oasi di Solidarietà, della quale fanno parte anche il figlio del sultano, Issaka e Ousmane
15 gennaio 2007
parte una missione alimentare nel Nord e lungo la bordure orientale dell’Air seguendo il corso dell’Oued Tafidet: Marina, Paola, Piero , Issaka e Ousmane con 5 macchine portano miglio e cibo ai nomadi di una zona dove gli aiuti umanitari internazionali non sono mai arrivati
marzo 2008
Ahmed ha inviato a Planete Jeunesse questa lettera, per aggiornarci sulla situazione del momento. La riportiamo in lingua originale (francese) e tradotta in italiano
maggio 2008
abbiamo ripulito dalla spazzatura il quartiere di Agadez dove e' situato l'asilo di Planete Jeunesse ricompensando
con derrate alimentari le donne che hanno svolto il lavoro. Inoltre abbiamo ripristinato una trentina di piccoli orti e avviato il restauro di
tre pozzi nella valle di Tchintaborak.