La Repubblica del Niger è uno dei paesi più poveri al mondo. Al secondo posto nella graduatoria mondiale della mortalità infantile, e al penultimo in quella dello sviluppo umano.
Grande circa 4 volte l'Italia, solo il 3,5% delle terre è coltivabile.
I servizi e le infrastrutture statali sono minimi e i fondi disponibili sono insufficienti per il loro sviluppo. Il Niger fa parte dei Paesi Poveri Altamente Indebitati (HIPC).

In passato l'economia del Niger si basava sul commercio dell'uranio, di cui è il maggior fornitore al mondo, ma oggi il prezzo di questo minerale ha subìto un crollo vertiginoso sul mercato mondiale e non è più fonte di crescita economica.
Il 90% della popolazione si dedica all'agricoltura e alla pastorizia di sussistenza, frequentemente danneggiate dalle gravi e persistenti siccità che si abbattono da oltre 20 anni nel Sahel africano.
Erosione e desertificazione stanno avanzando a rapidi passi, minacciano le risorse idriche e le poche terre coltivabili costringendo le popolazione a sfruttarle all'eccesso, impoverendole, e contribuendo alla grave crisi economica che vive il paese.
L'agricoltura di sussistenza è strettamente legata ad un buon raccolto perché è l'unica fonte di sostentamento per le famiglie fino al raccolto successivo. Un raccolto scarso lascia le famiglie senza risorse alimentari.

Il 63% della popolazione del Niger vive al di sotto della soglia di estrema povertà, e i due terzi sono donne.
Molto forte è infatti la differente condizione di donne e uomini in termini di salute, istruzione, alfabetizzazione, aggravata dal fatto che all'alto tasso di fertilità femminile (6,7%) si associa un livello di mortalità materna al parto molto elevato e un tasso di mortalità dei bambini elevatissimo: più di un bambino su 4 muore entro il quinto anno di età.

Il 40% dei bambini soffre di malnutrizione e di ritardi nella crescita e si continua a morire per malattie dovute al consumo di acqua infetta - quali la diarrea, il tifo e l'epatite A - e per altre malattie prevenibili con le vaccinazioni, quali il morbillo, la tubercolosi, il tetano, la poliomielite, e ovviamente per la malaria, che in certe regioni ha una forte incidenza.

Per quanto riguarda l'istruzione, i tassi di alfabetizzazione della popolazione adulta sono molto bassi (14%) e ad un 20% di alfabetizzazione della popolazione maschile si contrappone un magro 9% della popolazione femminile.
La povertà è una delle barriere per la scolarizzazione dei bambini, specialmente delle ragazze. Questo fenomeno è esasperato durante i periodi di carestia, quando i bambini spesso lasciano la scuola per aiutare le famiglie, cercando cibo, andando a lavorare o chiedendo l'elemosina nelle aree urbane.

A questo quadro molto difficile si è aggiunta l'infestazione di cavallette del 2005, che in certe regioni hanno distrutto il 100% dei raccolti producendo una situazione di insufficienza alimentare per circa tre milioni e settecento mila nigerini, più di un terzo della popolazione totale.


Ad Agadez, la cittadina dove lavoriamo, la povertà appare evidente in ogni momento e non permette di sottrarsi alla riflessione. La vita dei ragazzi in città è deprimente: non esiste un punto di ritrovo, non esiste uno stimolo e soprattutto non esiste nessun progetto di formazione e d’avviamento al lavoro e spesso i ragazzi cercano di confondere i contorni di una realtà grigia e vuota di speranze inalandosi la colla che si usa per la riparazione dei copertoni delle gomme.