marzo 2008: Purtroppo, a causa degli scontri armati nella zona Nord del Niger, quest'anno non è stato ancora possibile effettuare la missione alimentare. Contiamo comunque di riuscire a fare arrivare aiuti in altro modo.

La missione alimentare (16-22 gennaio 2007)

dal racconto di Marina e Paola

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Il 16 gennaio finalmente la missione è partita dalla base nigerina di SVS ad Agadez (1)
I giorni precedenti erano stati di fermento per gli accordi da prendere e per i preparativi di viaggio.
Marina e Paola, nella veste di rappresentanti di Planete, hanno trovato l’appoggio tecnico e morale indispensabile a concretizzare il progetto che, dopo l’acquisto estivo dei viveri, aspettava da tempo di realizzarsi e hanno definito con SVS un vantaggioso trattamento economico per i servizi necessari alla distribuzione: 5 macchine fuoristrada e tante robuste braccia per aiutare.
La fiducia data a Piero Ravà per la scelta dell’itinerario è stata pienamente ripagata perché il percorso ci ha offerto incontri realmente significativi e la sensazione di arrivare direttamente su un obbiettivo autentico, là dove le grandi organizzazioni non sono mai arrivate.

A Tessalwet (sobborgo di Timia) (2) abbiamo recuperato il materiale immagazzinato durante l’estate presso lo “chef de village”.
Lasciando 300Kg di miglio come ringraziamento e 36 magliette Planete in regalo ai bambini siamo finalmente partiti per il Nord diretti a Kogo dove nomadizzano diversi gruppi nomadi. Trasportavamo 3 tonnellate e 800 kg di miglio, 100 kg di zucchero, 36 litri d’olio, 5kg di the e 100 kg di tourtò (ciò che resta dalla spremitura delle arachidi) alimento consigliato per l’alimentazione dei bambini.

Lungo il tragitto ci siamo fermati al dispensario di Tchin Toulous (3): un giovane infermiere,sveglio e appassionato ci ragguaglia su una situazione certo non rosea: un progetto alimentare della Croce Rossa finirà senza tanti complimenti a marzo; si respira una triste aria di abbandono, tanto più spiacevole per un ragazzo che mette la passione nel suo lavoro, e per di più una giovane tuaregh ha da poco partorito un bimbo e al parto è seguita un’imponente emorragia.
Non è difficile per noi decidere di lasciare due sacchi di miglio e una tanica d’olio e provvedere, con 100 euro, ad organizzare il trasporto di questa puerpera con sua mamma e il bambino in ambulanza fino ad Arlit: difficile invece dimenticare il suo sguardo riconoscente e smarrito!

A Kogo (4), in un’atmosfera di perfetta amicizia, consolidata da tanti anni di frequentazione con Piero e Marina, abbiamo lasciato 1300 kg di miglio e 15 litri d’olio. Mezza giornata è bastata per richiamare con il solito misterioso efficace tam-tam africano i rappresentanti dei diversi “campements” disseminati nei dintorni ai quali volevamo far arrivare il nostro aiuto. Una pacifica distribuzione ha concluso il nostro intervento. Caricato a dorso di cammello il miglio è arrivato a destinazione.

Ci aspetta ora la seconda parte dell’operazione che, costeggiando la Bordure Est dell’altopiano dell’Air dirige a Sud. I giorni che seguono ci offrono incontri di grande sensazione. Girovagando tra Chirrozerine (5), Bichnau (6) e Tafidet (7), raggiungiamo posti davvero sperduti dove distribuiamo aiuti alimentari a piene mani.
Due fra tutti gli incontri più toccanti: due ragazzini soli in un “campement” davvero poverissimo, lo stupore e la gioia di un regalo inaspettato dipinte negli occhi e poi una giovane donna, vedova, al campo, sola, con due ragazzine pronta a sgozzare una capra per ricambiare i nostri regali con un invito degno di un regalo “miracoloso”.

Tanti altri sono stati gli incontri che sfumano nella memoria ma lasciano nitida
la sensazione di aver fatto qualcosa di utile.
Un grazie particolare agli amici nigerini che ci hanno accompagnato e aiutato e che, interpreti della lingua tuaregh, ci hanno permesso di cogliere sottili sensazioni che sarebbero andate altrimenti perse.
Il 22 gennaio rientriamo ad Agadez, pienamente soddisfatti, avendo distribuito tutto quello che potevamo, e con il proposito di ripetere l’esperienza.