L’idea di Planete è nata nel 2003 da una situazione drammatica: un incidente avvenuto in Niger il 3 gennaio nel quale hanno perso la vita tre cari amici.
Sullo smarrimento doloroso che ne è derivato e che ci ha unito in un’amicizia indissolubile sono germogliati la voglia e il richiamo profondo a collaborare. Inizialmente era un’indefinita voglia di ricambiare la partecipazione africana, commossa e commovente, che ci aveva circondati allora. Un interrogativo bruciante poneva a confronto la nostra abitudinaria indifferenza al dolore e il candore di una partecipazione priva di mezzi ma ricca di sentimenti.
La soluzione ci era offerta da 30 anni di lavoro nel paese, dalla consuetudine e dalla conoscenza delle persone; da una credibilità maturata in tanti anni di presenza e di condivisione di uno stile di vita.
Planete era allora l’oasi di solidarietà che si spalancava sui problemi del quotidiano, protetta e sorretta da Spazi d’Avventura in Italia e da S.V.S. in Niger.
Il primo soccorso è stato organizzato direttamente da Spazi d’Avventura che sostenendo una raccolta di fondi ha messo a disposizione per il tramite di S.V.S. uomini e mezzi per una distribuzione alimentare che alleviasse il più in fretta possibile una situazione di grave disagio che il nostro incidente aveva acuito.
E’ stato sufficiente un mese per raccogliere le offerte, fare gli acquisti in Niger e realizzare la missione alimentare (indetta il 7 febbraio realizzata il 10 marzo).
Per organizzare la missione abbiamo inviato ad amici e conoscenti una lettera…
Milano, 7 febbraio 2003
A tutte le persone sensibili ai problemi sociali
L’incidente del 3 gennaio ha brutalmente fatto calare il sipario sulla stagione turistica in Niger; gli operatori turistici europei hanno annullato la loro programmazione prendendo le distanze da una situazione di disagio anche se un’analisi più documentata avrebbe potuto far collocare l’accaduto fra i tanti orribili incidenti che la vita tutti i giorni ci regala.
Non vogliamo comunque recriminare su questa presa di posizione poco razionale, ma assolutamente giustificabile e istintiva.
Sta di fatto, però, che da quel giorno il Niger e le persone che in Niger vivono e lavorano affrontano una stagione oscura.
Non parliamo soltanto delle persone che lavorano direttamente con noi nel turismo, ma di tutto ciò che, con una parola in questo caso più che mai stonata, si definisce l’indotto. Un indotto che in Africa si espande a macchia d’olio perché ognuna di queste persone ha intorno a se un piccolo mondo di legami famigliari allargati per il cui sostentamento sentirsi responsabile in uno stile di vita sicuramente poco oculato, ma molto solidale col prossimo.
Da parte nostra il legame che negli anni si è consolidato con queste persone ci induce a prendere un’iniziativa di sostegno forte e immediata come forte e immediato è stato il sostegno che abbiamo avuto da loro in questo momento di dolore.
Da tempo, con un ristretto gruppo di amici eravamo impegnati nella raccolta di un fondo che permettesse la realizzazione di un pozzo.
La somma che siamo riusciti fino a questo momento ad accantonare non è sufficiente e per di più ora avvertiamo più urgente la realizzazione di un PROGRAMMA DI SOSTEGNO ALIMENTARE.
L’idea è semplice e di facile realizzazione: implica l’acquisto in loco di beni di consumo quotidiano (miglio, riso, zucchero, animali di piccola taglia) da distribuire attraverso le persone che vivono in funzione della nostra struttura. Pensiamo alla gente di Agadez; delle oasi di Timia, di Tassalwet, di Iferouane e di Tabelot; ai nomadi Tuaregh di Kogo. Certi che attraverso questi canali, in quella grandiosa disponibilità d’animo tutta africana, l’aiuto arriverà molto lontano.
La realizzazione di questo progetto sarà gestita da noi direttamente per evitare tutte le complicazioni burocratiche nelle quali queste iniziative spesso si impantanano.
Vi chiediamo dunque uno sforzo di fiducia per raccogliere del denaro che arriverà in Niger nella prima settimana di marzo con la discesa di Piero ad Agadez.
Da qui in avanti, con l’appoggio di Tanko Algoubas, che molti di voi conoscono, provvederemo all’acquisto e alla distribuzione dei viveri e del bestiame movimentando, seppur minimamente, la fragile economia nigerina.
Di tutto questo avrete infine un dettagliato resoconto.
grazie a tutti
Piero, Marina, Pier Paolo, Andrea, Rocco e Tommaso